Abbiamo testato con cartiere e stamperie carte, inchiostri, solventi ottenendo sorprendenti performance qualitative e ambientali selezionando carte ad alto valore ambientale, inchiostri con oli vegetali, sostituito il tradizionale antiscartino
di carbonato di calcio con... fecola di patate.
La carta non è solo il veicolo del contenuto,
ma parte integrante del contenuto stesso.
Privilegiamo carte prodotte con fibre annuali
e riciclate. Un albero ad alto fusto per la produzione
di cellulosa impiega fino a 30 anni per diventare maturo. Si tratta di coltivazioni intensive dove
è importante che le piante crescano “sane, robuste
e in breve tempo”, aiutantole con concimi
e antiparassitari. Per questo motivo l’utilizzo di fibre annuali – come la canapa – hanno un impatto ambientale inferiore.
legno
Il materiale che, meglio di tutti, riesce a trasmettere naturalezza è sicuramente il legno. Abbiamo realizzato alcuni oggetti, come l’XLapis per Ikea e l’ecodiffusore di essenze, utilizzando questo materiale. Ovviamente non verniciato, ma solamente trattato con cera d’api, utilizziamo legni nazionali, come il faggio, ed europei.
Quando possibile, in base alla disponibilità, utilizziamo legno certificato FSC.
luoghi di produzione
• Italia
• Europa
aziende di produzione
• artigianali
• cooperative sociali
progettazione
• design esclusivo
• qualità elevata
• realizzazione artigianale
legno
• riciclato
• da foreste controllate
• certificato FSC
plastica riciclata
e riciclabile
• da contenitori per bevande
• da raccolta differenziata
carta
• riciclata da raccolta differenziata
• da cellulosa di piante annuali
(canapa, kenaf, sorgo)
• da cellulosa da foreste
controllate
• non patinate, ad alto spessore, sbiancate senza cloro, senza sbiancanti ottici
• carte con certificazioni
ambientali
inchiostri
• inchiostri con olii vegetali
LA GARANZIA DEL MARCHIO
RiCose
il processo di stampa ecologica
La maggior parte dei progetti di un’agenzia grafica si concretizzano
su carta stampata.
È per questo motivo che la nostra ricerca è partita proprio dall’analizzare i tipi di carte e le tecniche di produzione concretizzata nel processo
di stampa ecologica RiCose.
Carta riciclata sì, ma come? TCF? Patinata? La cellulosa da dove arriva?... e gli inchiostri come sono fatti... sono solo alcune delle domande che ci dobbiamo porre. Ma per comunicare si utilizzano
anche oggetti, fatti di legno, di materie plastiche...
Carte ad alto spessore. Significa che tra le fibre della carta è inserita dell’aria con il risultato di avere, a parità di grammatura, un maggior spessore e quindi un minor utilizzo di materia prima (che significa anche minor energia di produzione e trasporto).
Carte naturali non patinate. Le carte patinate contengono fino al 70% di patina, componente non vegetale ma minerale, con il solo scopo di far risultare più brillante
la stampa. Questo significa che una carta patinata contiene
il 30% di cellulosa, componente vegetale, e il 70% di addittivi minerali ottenuti da miniere che, nel processo di riciclo, sarà perso.
Carte riciclate. Ne esistono di molti tipi, alcune le facciamo produrre per noi come, ad esempio, per IKEA riciclando i cataloghi che i clienti restituiscono. Tutte ad alto valore ambientale e certificate.
materiali plastici
Utilizzare materiali plastici riciclati, o alternativi, significa dare un senso agli sforzi che ognuno
di noi compie nella raccolta differenziata.
Tra la plastica riciclata da raccolta differenziata, quella che meglio si presta ad essere utilizzata per la produzione di oggetti di piccole dimensioni è il Bioallene. Si ottiene da riciclo di contenitori per bevande, i famosi cartoni per il latte.
Tolta la cellulosa, trasformata in cartalatte,
il polietilene e l’alluminio che ne rimangono vengono trasformati in granulo per la fusione.
È un materiale unico, che presenta al suo interno pezzetti di alluminio che ne danno brillantezza.
Si presta per la realizzazione di oggetti promozionali, come gli yoyo che abbiamo prodotto per Ikea e Volvo Cars, che raccontano
i valori del riciclo anche di materiali comunemente considerati difficili. Ma la plastica non si ottiene solo dal petrolio! È una esperienza tutta italiana quella del Mater-Bi del nostro cliente Novamont; un biopolimero che si ottiene da prodotti dell'agricoltura. L’applicazione più diffusa è quella degli shoppers, o dei sacchi per
la raccolta dell’umido, ma è anche possibile realizzare oggetti come penne e portachiavi
o per sostituire quello in polietilene per la cellophanatura di riviste e cataloghi.
EcoComunicazione
PIVA 03049700234